Biancavilla: Enza Ingrassia condannata a 14 anni per l’omicidio del marito Alfio Longo

Vincenzina Ingrassia, 66enne biancavillese è stata condannata a 14 anni di reclusione per l’omicidio del marito Alfio Longo il 67enne ucciso nella notte del 27 agosto del 2015 all’interno della loro villetta di contrada Crocifisso zona vigne di Biancavilla. È la sentenza emessa stamani dal Giudice per le Udienze Preliminari, Rosa Alba Recupido. In quella tragica notte Alfio Longo venne ucciso dalla moglie (all’epoca dei fatti 64enne) la quale sferrò con violenza sulla testa dell’uomo colpi un ciocco di legno, la donna avrebbe agito mentre l’uomo dormiva agevolata dal fatto che lo stesso aveva preso un sonnifero per dormire. Una rapina finita male e sfociata nel sangue. così raccontò inizialmente la donna agli inquirenti per i quali però subito qualche particolare non tornò e dopo 24 ore chiusero il cerchio. Dopo un interrogatorio infinito fu la stessa Ingrassia ad ammettere le proprie responsabilità dichiarando che il gesto sarebbe scaturito dalle continue violenze da lei subite per circa 40 anni da parte del marito tali da procurarle nel corso degli anni anche aborti. Violenze subite anche la sera stessa dell’omicidio, Alfio Longo infatti avrebbe utilizzato per malmenarla e colpirla alle gambe lo stesso ciocco che dopo poche ore per lui si rivelerà mortale. Dopo l’omicidio, i Carabinieri della Compagnia di Paternò in sinergia con i colleghi di Catania rinvennero nell’abitazione della coppia droga, nello specifico marijuana, e armi: un fucile calibro 12 e una pistola calibro 9. Un caso che fece inorridire l’italia intera nell’agosto del 2015 e ancor di più la comunità biancavillese che era solita descrivere Alfio Longo come persona per bene e con un amore spropositato verso gli animali. Enza Ingrassia intanto, assistita dal legale Pilar Castiglia, dopo un primo periodo di arresti domiciliari scontati nella comunità Opera Cenacolo Cristo Re di Croce al Vallone, è stata trasferita in una struttura di Mascalucia. Le sono state riconosciute le attenuanti generiche e l’attenuante dello stato d’ira, oltre a beneficiare dello sconto di pena di un terzo dovuto al rito abbreviato. Per le motivazioni, bisognerà aspettare 60 giorni.

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