Paternò: sei arresti per l’omicidio di Salvatore Leanza avvenuto nel 2014

Il 4 maggio scorso, su delega della Procura Distrettuale, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Catania e della Compagnia di Paternò, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP del Tribunale di Catania, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 6 soggetti (Alessandro Giuseppe Farina, 33 anni, Antonio Barbagallo, 42, Antonio Magro, 43, Vincenzo Patti, 39, Francesco Santino Peci, 41 e Sebastiano Scalia di 44 anni), tutti ritenuti appartenenti al “gruppo di Paternò”, quale articolazione territoriale della famiglia mafiosa “Laudani” facente capo a Salvatore Rapisarda, attualmente detenuto. A tutti gli indagati è stato contestato l’omicidio in pregiudizio di Salvatore Leanza, inteso come “Turi paredda”, avvenuto a Paternò il 27 giugno del 2014, mentre a Farina e Scalia è stato contestato anche il tentato omicidio in pregiudizio di Antonino Giamblanco, inteso come “u sciallarese”, avvenuto a Motta Sant’Anastasia il 30 luglio 2014. Contestata per entrambi i delitti l’aggravante del metodo mafioso e della finalità di rafforzare gli interessi criminali della consorteria mafiosa di appartenenza. Il provvedimento restrittivo è stato notificato in carcere a tutti gli indagati ad eccezione di Barbagallo, unico indagato che non era già detenuto per altra causa, il quale è stato rintracciato all’interno della propria abitazione di Paternò. Nel corso della perquisizione domiciliare a suo carico sono stati rinvenuti: una pistola marca Bernardelli calibro 6,35 completa di caricatore, risultata oggetto di furto, e 7 cartucce dello stesso calibro, una modica quantità di sostanza stupefacente del tipo cocaina ed un bilancino. La misura cautelare costituisce lo sviluppo delle indagini, delegate dalla Procura Distrettuale al Nucleo Investigativo del Comando Provinciale dei Carabinieri di Catania, finalizzate a riscontrare il contenuto delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Francesco Musumarra e Orazio Farina, i quali, peraltro, hanno anche collaborato all’attività investigativa precedentemente compiuta nell’ambito dell’operazione “En Plein” eseguita dai Carabinieri del Comando Provinciale di Catania l’8 aprile 2015 e che ha portato alla cattura di 16 soggetti (tra i quali anche i sei attuali arrestati) ritenuti responsabili dei reati di associazione di tipo mafioso, omicidio, tentato omicidio, porto abusivo e detenzione illegale di armi. L’attività investigativa allora svolta aveva consentito di disarticolare due contrapposti gruppi criminali operanti a Paternò, articolazione territoriale del clan “Laudani” – facente capo ai due “responsabili”, Salvatore Rapisarda e Vincenzo Morabito – ed il gruppo facente capo al defunto Salvatore Leanza ed inserito nel clan “Assinnata”, quest’ultimo propaggine territoriale della famiglia mafiosa Santapaola. Grazie alla recente collaborazione con la giustizia di Orazio Farina, fratello dell’arrestato Alessandro Giuseppe, le accuse già formalizzate contro i sei indagati da uno degli esecutori materiali dell’omicidio di Leanza e del tentato omicidio di Giambalanco, il collaboratore Francesco Musumarra (che ha già riportato condanna per tali reati), hanno trovato pieno riscontro, consentendo così di fare piena luce su tali fatti delittuosi e di addivenire alla contestazione delle relative responsabilità a tutti i partecipi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *